FlowSharp
AI governata

0 dati sensibili esposti all'AI.

I campi riservati sono sostituiti da segnaposto prima di ogni chiamata AI, su ogni canale. Se la schermatura non è disponibile, la chiamata non parte.

Inclusa con l'AI · Da Optimize0 dati sensibili esposti

Inclusa con l'AI, da Optimize. Lo "0" vale per i campi che l'organizzazione ha classificato come riservati nello schema dati: non è una promessa incondizionata.

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Il problema

Il primo blocco all'adozione dell'AI nei processi è il timore di inviare a un provider esterno dati personali, economici o riservati. Le policy aziendali dicono "non farlo", ma nei prompt, nelle integrazioni e negli assistenti i dati passano comunque, spesso senza che nessuno se ne accorga. Una policy scritta non impedisce nulla da sola: serve un meccanismo che agisca prima della chiamata, in modo uniforme, su ogni canale e senza dipendere dalla buona volontà di chi scrive il prompt. Per un responsabile della protezione dei dati, inoltre, non basta che la protezione esista: deve poterla dimostrare. Data Shield sposta il controllo dal comportamento delle persone alla configurazione del sistema, e lo rende verificabile.

Visual illustrativoValori illustrativi
Schema illustrativo, non una schermata ufficiale del prodotto.

Come funziona

  1. 1

    Classifichi i campi

    Nello schema dati marchi come riservati i campi sensibili: codice fiscale, IBAN, importi, note interne, persino il titolo della pratica. L'assegnatario è protetto per default. La protezione parte da questa classificazione: ciò che non è marcato come riservato non viene schermato.

  2. 2

    Prima di ogni chiamata, la schermatura

    Data Shield sostituisce i valori con segnaposto su ogni canale AI: task AI, decisioni rapide, LLM, Flow Agent, progettazione, titoli e sintesi. Vale anche per numeri, booleani e valori brevi. Il modello lavora sul segnaposto, mai sul valore reale.

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    Il valore torna solo dove deve

    Se l'output dell'AI deve contenere il dato reale, il valore viene ripristinato solo in un campo a sua volta riservato. Il dato protetto non rientra mai in campi liberi dove potrebbe diffondersi.

  4. 4

    Fail-closed

    Se la schermatura non è disponibile, la chiamata AI non parte. Nel dubbio il sistema si ferma: non esiste un percorso di ripiego che invii comunque i dati in chiaro.

Specifiche

Canali copertitask AI, System One/Two, Flow Agent, Copilot e generazione, titoli, sintesi
Ambitointera famiglia di versioni del flusso, propagata alle pratiche figlie
Testo liberoanonimizzazione aggiuntiva del provider (non può disattivare la protezione dei campi)
Documenticon Data Shield attivo il testo documentale diventa un segnaposto esplicito
Minimizzazioneil modello riceve solo i campi dello schema dati, con avvisi se un prompt esce dal perimetro
Storicoredatto anche nel database; chiavi di cifratura ruotabili
Avvisisegnalazione (non blocco) se webhook, eventi o script toccano campi riservati

Un esempio operativo: dal campo al segnaposto

Una pratica contiene tre campi che l'organizzazione ha classificato come riservati nello schema dati: un codice fiscale, un IBAN e un importo. Nella pratica sono contrassegnati da un lucchetto. Quando una funzione AI deve usare la pratica, prima della chiamata Data Shield sostituisce i tre valori con segnaposto, per esempio [CAMPO_RISERVATO_1], [CAMPO_RISERVATO_2] e [CAMPO_RISERVATO_3]. Il messaggio che parte verso il modello contiene solo i segnaposto e il contesto non riservato, e lo scudo indica che tre valori sono stati schermati. È la classificazione a decidere cosa viene protetto: un dato che nessuno ha marcato come riservato non viene schermato, ed è per questo che il claim di zero dati sensibili esposti va letto insieme alla classificazione dei campi. Lo schema accanto è illustrativo e non una schermata ufficiale.

Come verificare che la protezione sia efficace

La prima verifica è sulla classificazione: rivedi lo schema dati e controlla che ogni campo che consideri riservato sia effettivamente marcato come tale. È un controllo da ripetere quando si aggiungono campi. La seconda verifica è nel registro delle chiamate AI: ogni riga indica che lo scudo era attivo e quanti valori sono stati schermati, quindi puoi confrontare il numero atteso con quello reale. La terza è il comportamento in caso di problema: se la schermatura non è disponibile la chiamata non parte, perciò un guasto non si trasforma in un'esposizione silenziosa. Per la governance questo significa poter rispondere a un DPO con evidenze: quali campi sono classificati, che ogni chiamata è stata schermata e che il testo riservato non viene conservato nella cronologia, dove restano solo segnaposto e provenienza. Il claim resta quindi condizionato e verificabile, non una promessa generica.

Schema della governance AI
Diagramma illustrativo, non una schermata ufficiale. Etichette del diagramma in italiano.

Funzionalità collegate

Casi d'uso

Domande frequenti

Funziona con qualsiasi provider AI?

Sì: la schermatura avviene in FlowSharp prima della chiamata, qualunque sia il provider (anche modelli locali).

E se l'AI deve usare quel dato?

Riceve il segnaposto; se l'output deve contenerlo, il valore reale viene rimesso solo in un campo riservato.

Come lo dimostro a un DPO?

Con il registro chiamate AI, che mostra per ogni chiamata la schermatura applicata e registra solo pseudonimi.

Protegge anche webhook e integrazioni?

Lì il dato passa per scelta di progetto, ma il designer avvisa quando un'integrazione tocca un campo riservato.

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