FlowSharp
Agenti AI e MCP

I tuoi assistenti AI, dentro i processi reali. Con i permessi giusti.

Il server MCP di FlowSharp dà agli agenti 34 strumenti per leggere, avviare e far avanzare il lavoro, e niente di più di quello che potrebbe fare l'utente.

Il server MCP è disponibile da Optimize. Il Flow Agent, l'assistente integrato, è disponibile da Automate.

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Il problema

Gli assistenti AI diventano utili quando agiscono sui sistemi aziendali, ma dare loro accesso significa affidare credenziali larghe a un modello che può sbagliare. Le integrazioni fatte in casa raramente hanno perimetri, consensi, revoca e tracciabilità. Il risultato è una scelta scomoda: rinunciare all'assistente, oppure collegarlo con una chiave che può fare tutto ciò che può fare un amministratore. Chi si occupa di IT e sicurezza sa che un accesso troppo ampio, oggi affidato a un client AI, domani non si ricorda più chi l'abbia concesso, con quali limiti e fino a quando. Un server MCP serio deve quindi nascere con perimetri, consenso esplicito, scadenza, revoca immediata e una storia leggibile di ciò che l'agente ha fatto.

Visual illustrativoValori illustrativi
Schema illustrativo, non una schermata ufficiale del prodotto.

Come funziona

  1. 1

    Crei un profilo o una chiave

    L'Admin definisce ruolo massimo, strumenti consentiti e flussi visibili. Il perimetro è deciso da chi governa, non dal client che si collega.

  2. 2

    Colleghi l'assistente

    Con OAuth, il client si registra da solo e l'utente approva una schermata di consenso che mostra esattamente ruolo, strumenti e flussi. In alternativa si usa una chiave MCP con scadenza.

  3. 3

    L'agente lavora

    Elenca e legge flussi e pratiche, avvia processi, fa avanzare le pratiche, completa task, carica documenti, legge analisi e salute delle mappe, esporta e importa mappe e soluzioni. Ciascuno strumento ha il suo ruolo minimo.

  4. 4

    Le persone restano al comando

    Le pratiche avviate da un agente nascono in attesa di conferma; lo storico mostra il client AI e la persona titolare. Chi controlla vede sempre chi, per conto di chi, ha fatto cosa.

Specifiche

Strumenti34, ciascuno con ruolo minimo e annotazione sola lettura / distruttivo
Aree coperteflussi, pratiche, task, documenti, eventi, dashboard e analisi, Flow Agent, Process Map, Soluzioni
TrasportoStreamable HTTP (SSE legacy supportato)
AutenticazioneOAuth con registrazione dinamica e PKCE, oppure chiave MCP
Perimetroaccesso effettivo = minimo tra profilo e permessi correnti dell'utente
Chiaviwhitelist di strumenti e flussi, scadenza (90 giorni preimpostati), mai nella query-string
Affidabilitàschemi applicati prima di ogni modifica; retry sicuri con stato atteso e idempotenza
Limiti120 richieste al minuto per IP e per chiave

Un esempio operativo: dal consenso alla pratica

Un utente collega il proprio assistente al server MCP. Il client si registra e compare una schermata di consenso con il ruolo, gli strumenti e i flussi elencati; l'utente sceglie Approva oppure Rifiuta. Con il consenso dato, in una chat l'utente scrive: avvia una richiesta d'acquisto per 3 monitor. L'assistente usa gli strumenti autorizzati e la pratica viene creata, ma resta in attesa di conferma, perché l'avvio da agente richiede una persona. L'accesso effettivo è il minimo tra il profilo scelto e i permessi correnti dell'utente: se il ruolo dell'utente viene ridotto, l'agente perde subito potere. Lo schema accanto è una chat stilizzata con il consenso OAuth, non una schermata ufficiale. Il server espone 34 strumenti, ciascuno con il proprio ruolo minimo.

Come verificare accessi e azioni dell'agente

Per un responsabile IT la verifica ha tre parti. Primo, i client registrati e le chiavi: ogni chiave ha una whitelist di strumenti e flussi e una scadenza, preimpostata a 90 giorni, e le autorizzazioni si possono revocare in qualsiasi momento. Secondo, il perimetro: confronta lo strumento che l'agente può usare con il ruolo minimo richiesto e controlla che i flussi visibili siano solo quelli previsti, tenendo presente che i permessi per cartella valgono anche per l'agente. Terzo, le azioni: lo storico delle pratiche indica il client AI e la persona titolare, e le pratiche avviate da agente nascono in attesa di conferma. I limiti di 120 richieste al minuto per IP e per chiave contengono usi anomali. Con questi elementi è possibile dimostrare a un revisore che l'agente non ha mai avuto più potere della persona che lo ha autorizzato.

Funzionalità collegate

Casi d'uso

Domande frequenti

Quali assistenti sono compatibili?

I client che supportano MCP, come ChatGPT e claude.ai, e gli agenti costruiti con framework compatibili.

Un agente può vedere tutti i processi?

No: vede solo i flussi e gli strumenti del suo profilo o della sua chiave, entro i permessi dell'utente.

Posso revocare l'accesso?

Sì, immediatamente, dal profilo utente o dalla gestione dei client registrati.

Cosa succede se l'agente ritenta una richiesta?

Le operazioni supportano idempotenza e stato atteso: nessun doppione e nessuna transizione sbagliata.

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