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v0.75.0

29 luglio 2026

Le comunicazioni verso l'esterno tornano a partire, e i dati restano dentro la tua organizzazione. Dal 25 luglio ogni chiamata verso un sistema esterno falliva sul nascere: notifiche, avvisi, collegamenti fra installazioni e invio email tramite servizi web. Questa versione le ripara. Insieme arrivano una correzione importante sulla riservatezza del collegamento per assistenti AI, la protezione del motore AI configurabile e una lunga serie di rifiniture nate dal riscontro dei tester.

  • Sicurezza

    Le chiamate verso l'esterno funzionano di nuovo

    Da metà luglio ogni chiamata verso un sistema esterno falliva all'istante, senza nemmeno tentare la connessione: il controllo che verifica l'indirizzo di destinazione era costruito con una libreria e usato con un'altra, incompatibili fra loro. Ne erano colpiti i richiami verso sistemi esterni, i canali di avviso, il collegamento fra installazioni e i provider email che funzionano via web — Resend, Brevo, SendGrid. L'invio email tradizionale non era interessato. Ora quando il motore AI non risponde l'errore porta un codice riconoscibile e viene registrato con la causa tecnica, mentre prima spariva: è il motivo per cui il problema era rimasto invisibile così a lungo. E il pulsante «Prova connessione» usa lo stesso percorso delle chiamate vere, quindi non può più risultare verde mentre il servizio è irraggiungibile.

  • Sicurezza

    La cronologia resta dentro la tua organizzazione

    Una richiesta al collegamento per assistenti AI che ometteva l'identificativo dell'elemento restituiva la cronologia di tutte le organizzazioni presenti sullo stesso server. Il controllo esisteva, ma proteggeva il passaggio sbagliato: senza identificativo il filtro spariva del tutto invece di bloccare la richiesta. Ora l'identificativo è obbligatorio e verificato prima di qualunque lettura, con un doppio confine sull'organizzazione, e i campi sensibili vengono oscurati come già avviene nell'interfaccia. Nella stessa verifica sono emersi altri casi della stessa natura, tutti chiusi: le richieste incomplete venivano accolte restituendo il primo elemento disponibile, un evento poteva essere sollevato senza dire quale, e una chiave limitata a certi processi poteva comunque pubblicarne altri.

  • Sicurezza

    Il motore AI resta fuori dalla rete interna

    Chi configura il proprio motore AI non può più indirizzarlo verso indirizzi interni della piattaforma. La protezione esisteva ma non è mai entrata in funzione, perché l'impostazione che la attiva non era stata dichiarata negli ambienti — e attivarla non sarebbe bastato, perché governava insieme due cose diverse: il motore AI scelto dall'organizzazione e il collegamento con n8n, che invece è configurato da chi amministra l'installazione e vive legittimamente su indirizzi interni. Ora sono due impostazioni distinte: il primo è protetto, il secondo continua a funzionare. Chi installa il prodotto in azienda con il motore AI sulla rete locale deve ora dichiararlo esplicitamente; la configurazione è documentata.

  • Miglioramento

    Il lavoro sugli elementi non si duplica più

    Forzare il passaggio di stato verso la fase in cui l'elemento già si trovava ricreava ogni volta le attività da svolgere: completare quella originale non bastava più e l'elemento restava in lavorazione per sempre, senza modo di chiuderlo. Ora un'attività aperta è una sola per tipo, e forzare il passaggio verso lo stato corrente viene rifiutato con una spiegazione, perché non sblocca nulla. Nella stessa area: un ciclo di lavorazione non può più rimbalzare all'infinito — il limite esisteva ma si azzerava ogni volta che il lavoro passava dalla coda interna — e la scadenza di un tentativo non chiude più quello successivo.

  • Miglioramento

    La riconciliazione non tocca ciò che non hai visto

    Fra l'anteprima e la conferma l'elenco delle occorrenze poteva cambiare, e la riconciliazione riscriveva anche quelle mai mostrate. Ora la conferma è legata all'anteprima che hai davanti: se qualcosa cambia nel frattempo il sistema si ferma e ripropone i numeri aggiornati. «Crea utente e riconcilia» si può inoltre riprendere: se la seconda parte fallisce si ritenta solo quella, invece di ricreare l'utente e sbattere contro un conflitto di indirizzo email. E un errore di caricamento non si traveste più da «nessun nome da sistemare»: viene dichiarato, con la possibilità di riprovare.

  • Miglioramento

    Il cruscotto segue il fuso della tua organizzazione

    «Completati oggi» e l'andamento a sette giorni usano ora il fuso orario dell'organizzazione, che è diventato un'impostazione vera nelle preferenze. Prima due numeri della stessa schermata si basavano su riferimenti diversi, e dopo la mezzanotte italiana il giorno in corso semplicemente non compariva: chi lavora su turni serali non vedeva mai la propria giornata.

  • Miglioramento

    I moduli salvano il dato del tipo giusto

    Un elenco di scelte con valori numerici restituiva sempre testo: con la verifica dei tipi attiva il salvataggio veniva rifiutato, senza, il dato finiva memorizzato nel formato sbagliato. I campi con più valori hanno ora un editor vero, invece di un riquadro di testo che trasformava l'elenco in una stringa unica. I campi obbligatori dentro le sezioni annidate vengono controllati, indicando quale manca. E avviare due volte lo stesso processo dopo un errore di rete non ne crea più due: il secondo tentativo viene riconosciuto come lo stesso.

  • Miglioramento

    Gli errori non si perdono più per strada

    Le generazioni assistite dall'AI nel designer dicono se falliscono, e il testo scritto non va perso. Il salvataggio del designer distingue cosa è stato salvato davvero: se il disegno passa e le impostazioni no lo dichiara, e il tentativo successivo non fallisce più per un conflitto di versione. Il pannello delle chiavi distingue un guasto dall'assenza di chiavi, con la possibilità di riprovare, e la bozza della policy agente non viene più sovrascritta da un aggiornamento arrivato in sottofondo. «Copiato» compare solo quando la copia è davvero avvenuta: su una credenziale mostrata una volta sola, la differenza conta.

  • Miglioramento

    Sessione, attese e uscita

    Al ritorno su una scheda lasciata aperta a lungo comparivano cinque o sei messaggi di errore tecnici in inglese: ora c'è un solo avviso comprensibile che la sessione è scaduta. Una richiesta che non riceve risposta non blocca più la pagina all'infinito — dopo un'attesa ragionevole viene trattata come un problema di rete — mentre le generazioni AI e gli scaricamenti mantengono tempi più lunghi, come è giusto. E uscire dall'applicazione mentre la rete non risponde non dichiara più un'uscita che non è avvenuta.

  • Design

    Lingua, testi e accessibilità

    La conferma di riassegnazione in inglese è tornata leggibile: i nomi comparivano due volte e le parole «da» e «a» sparivano. I conteggi al singolare non dicono più «1 utenti», perché il sistema di traduzione ha ora forme separate per singolare e plurale. Trenta testi italiani con accenti scritti come apostrofi sono stati corretti, con un controllo automatico che impedisce al problema di tornare. Le colonne del file CSV esportato seguono la lingua scelta invece di essere sempre in italiano, e quattordici testi rimasti in italiano nell'interfaccia inglese sono stati tradotti — fra cui la conferma di invio verso un ambiente di produzione, che era una barriera di sicurezza illeggibile per chi non parla italiano. I comandi «copia» del pannello chiavi sono ora uno solo con la stessa icona, e i moduli «Nuovo ruolo» e «Nuovo connettore» si compilano con i lettori di schermo.

  • Miglioramento

    Contratti più solidi e Process Map

    Rinominare un processo cambia davvero i nomi personalizzati delle entità: quattro campi venivano accettati e silenziosamente ignorati. Un ruolo o un ambito non validi ricevono un errore chiaro invece di un guasto del server o di una correzione silenziosa, e l'ambito di una chiave per assistenti AI sopravvive alla pubblicazione di una nuova versione del processo. Sulle Process Map: l'esportazione PDF avvisa se il browser blocca la finestra invece di chiudersi in silenzio, la lente «Tempo» mostra la stima delle procedure manuali invece di dichiarare i dati insufficienti — la lente «Costo» usava già gli stessi valori — e l'aiuto sugli orari di silenzio non contraddice più il fuso selezionato.